Furti in casa: come non essere la casa più comoda della via
Quasi un furto in casa su tre comincia da una finestra, un balcone o una porta lasciati aperti. Come guardare casa tua con gli occhi di chi sceglie, cosa fare senza spendere, e perché la prevenzione è il livello che non si salta.
Questa scheda riguarda il furto in casa, ed è il primo livello del metodo: la prevenzione. Per il furto la scala comincia da qui. La casa che resta senza servizi è un’altra minaccia, con la sua scheda.
Lo dico subito, perché è il punto su cui questa scheda si regge: non sono un esperto di sicurezza e non ho mai lavorato nelle forze dell’ordine. Le indicazioni che trovi qui vengono dalla Polizia di Stato, dall’ISTAT e da un protocollo di una Prefettura, e le fonti sono in fondo. Quello che ci metto io è il metodo: come si guarda una casa, in che ordine si fanno le cose, e dove ci si ferma.
Di mestiere vengo dal cantiere. Lì il sopralluogo viene prima di tutto: si gira intorno all’opera con un elenco in mano e si annota cosa non va, prima che diventi un problema. Questa scheda ti chiede di fare lo stesso con casa tua, ma con gli occhi di chi cerca la casa più comoda da svaligiare.
Di cosa parliamo, esattamente
La minaccia di questo livello è precisa: qualcuno passa nella tua via, guarda le case e sceglie quella più comoda. Non è il furto mirato a te, a quello che hai o a chi sei. È il ladro di appartamento che cerca la porta che si apre senza fatica, la finestra rimasta aperta, la casa che da fuori sembra vuota.
I numeri dell’ISTAT aiutano a pesarla senza ansia. Nell’indagine sulla sicurezza dei cittadini del 2022-2023, lo 0,6% delle famiglie ha subìto un furto nell’abitazione principale: circa sei famiglie su mille in un anno. Nel 2015-2016 erano l’1,8%. Succede più spesso nelle case popolari (1,1%) e in quelle di campagna (0,9%), e soprattutto la sera e di notte: il 60,9% dei furti in casa avviene tra le 18 e le 9.
Il dato che conta di più per questa scheda, però, è un altro: come entrano.
- Nel 45,4% dei casi forzano una porta o una finestra.
- Nel 30,7% entrano da una finestra, un balcone, un garage o una porta lasciati aperti.
- Nel 9,7% il ladro era già in casa, per esempio un ospite.
- Nel resto dei casi entrano in altri modi: aprendo senza forzare, con chiavi finite nelle loro mani, facendosi aprire, passando dal giardino o dal cortile.
Quasi un furto su tre entra da qualcosa lasciato aperto. È lì che lavora la prevenzione.
L’ipotesi di questo livello è questa: sei uno degli obiettivi possibili della zona, e la scelta cade sul più conveniente. L’obiettivo è più modesto di quanto si pensi: non essere la casa più conveniente. Non serve diventare una fortezza.
Se invece c’è un motivo per cui qualcuno potrebbe cercare proprio casa tua, per quello che ci tieni o per il lavoro che fai, l’ipotesi è un’altra e questa scheda non basta. A tutti, la Polizia di Stato consiglia di non tenere in casa grosse somme di denaro, gioielli o oggetti di valore.
Cosa guarda chi sceglie
Le indicazioni della Polizia di Stato, messe in fila, dicono che chi sceglie guarda tre cose.
Se la casa sembra vuota. La posta che si accumula nella cassetta, i messaggi lasciati sulla porta, le finestre buie per giorni, le foto delle vacanze pubblicate mentre sei via. La Polizia chiede in modo esplicito di non pubblicare sui social partenze, programmi di viaggio e date di rientro.
Se c’è un accesso comodo. Una finestra o un balcone aperti, la porta chiusa senza chiave, le chiavi sotto lo zerbino o in un altro posto a portata di chiunque, il portone del palazzo che resta accostato. Il vademecum della Polizia di Stato lo dice in una riga: “la maggior parte dei ladri entra attraverso porte poco sicure o finestre aperte”.
Se dentro c’è qualcosa che vale il rischio. Se in casa ci sono oggetti di valore, una cassaforte, la centralina dell’allarme: la Polizia consiglia di non farlo sapere fuori dalla famiglia e dagli amici più stretti. E, in genere, di non dire quante persone ci vivono.
Il sopralluogo lo fai tu, per primo
Una sera, quando è buio, esci e fai il giro di casa tua come se la vedessi per la prima volta. Non stai guardando se è in ordine: stai cercando la casa più comoda della via, e devi capire se è la tua.
Porta con te un foglio e annota:
- Da dove si arriva senza essere visti. I punti ciechi: il retro, un angolo buio, una siepe alta, il lato che nessun vicino vede.
- Cosa resta aperto o accostato. Finestre, balconi, porta-finestra, garage, cancello, portone del palazzo.
- Cosa aiuta a salire. Una scala lasciata in giardino, i bidoni sotto una finestra, un muretto, una grondaia.
- Cosa si vede da fuori. La sera, con le luci accese, da fuori si vede dentro molto più di quanto pensi.
- I segnali di assenza. La cassetta della posta, le tapparelle, le luci.
- L’interruttore generale e il contatore, se sono fuori casa. La Polizia consiglia di chiuderli in una cassetta metallica, così nessuno può staccarti la corrente.
Se abiti in condominio, il giro comprende il portone, il pianerottolo e i balconi che si raggiungono da fuori. E se sulla facciata c’è un ponteggio per dei lavori, ricordati che è una scala montata per settimane. Per legge il cantiere deve avere una recinzione che impedisca l’accesso agli estranei (art. 109 del decreto legislativo 81 del 2008): chiedi all’amministratore come si chiude l’accesso al ponteggio la sera.
La Prefettura di Brescia, nel suo protocollo sul controllo del vicinato, chiama queste cose “fattori di rischio ambientale”: scarsa illuminazione, accessi vulnerabili, persone sole. È lo stesso elenco, visto dalla parte di chi abita la via.
Quasi tutto quello che trovi si sistema senza spendere: si chiude, si sposta, si toglie di vista.
Da fuori, la casa deve sembrare abitata
Quando sei via il principio è uno solo, e la Polizia di Stato lo traduce in poche abitudini:
- fai ritirare la posta da qualcuno di fiducia;
- parla dell’assenza solo con le persone di fiducia, e accordati con una di loro per qualche controllo;
- niente partenze, programmi e date di rientro sui social: le foto delle vacanze si pubblicano al ritorno;
- per le assenze brevi lascia una luce accesa, o la radio; per quelle lunghe, le luci programmabili descritte più sotto.
E quando sei solo in casa, tieni accesa la luce in più stanze: sembra che ci siano più persone.
Il vicinato è il modo più economico per accorgersi di qualcosa
Nel villaggio dell’Isaan dove ho vissuto quasi tre anni tutti sapevano tutto, e nessuno ti spiava. Si sapeva se era arrivato qualcuno mai visto, se qualcuno si era avvicinato al tuo terreno, se qualcuno ti aveva preso qualcosa. Era gente che si conosceva.
In un condominio italiano spesso non si sa il nome di chi abita al piano di sotto. Eppure la prima persona che può accorgersi di un rumore strano sul tuo pianerottolo è lui. La Polizia di Stato consiglia di avvisare i vicini quando parti, perché facciano attenzione ai rumori sospetti e alle persone sconosciute che girano nella zona.
L’azione non costa niente: presentarsi e scambiarsi i numeri, almeno con un vicino.
In diversi comuni esiste anche un gruppo di controllo del vicinato, nato da un protocollo fra il Comune e la Prefettura. Quello della Prefettura di Brescia spiega bene cosa si chiede ai cittadini: fare più attenzione nella vita di tutti i giorni, aiutarsi fra vicini (ritirare la posta di chi è via, dare una mano a chi è anziano e solo) e segnalare le cose strane a un coordinatore. E spiega cosa non si fa: non si interviene, non si fanno indagini, non si schedano le persone. Se un furto è in corso, si chiama il 112. Chiedi al tuo comune se ce n’è uno nella tua zona.
Cosa serve, se serve
Fin qui, a parte l’eventuale cassetta per l’interruttore, non hai comprato niente. Il metodo chiede due dotazioni, e solo se il sopralluogo le giustifica.
- Una luce esterna sui punti ciechi. Si accende quando qualcuno si avvicina, copre i punti che hai trovato nel giro e funziona anche se qualcuno stacca la corrente di casa: a batteria o con un pannello. La Prefettura mette la scarsa illuminazione fra i fattori di rischio, e la Polizia ricorda che qualcuno può staccarti la corrente. Se il giro non ha trovato punti ciechi, non serve.
- Luci che si accendono da sole nelle stanze che si vedono dalla strada, programmabili, per i giorni in cui sei via.
Porte blindate, serrature, grate e allarme non stanno in questa scheda. Servono a far perdere tempo a chi ha già scelto casa tua, e sono il livello dopo, AB2. Prima viene non essere scelti.
Come verifichi che funziona
Rifai il giro con una persona che non vive in casa tua. Troverà punti deboli che tu non vedi più, perché li guardi tutti i giorni. In cantiere succede lo stesso: il collaudo lo fa qualcuno che non ha costruito l’opera.
Rifallo quando cambia qualcosa: lavori sulla facciata, un’abitudine nuova, un periodo lungo fuori casa.
Se succede lo stesso
La prevenzione abbassa la probabilità, non la porta a zero. Due cose vanno sapute prima.
- Fotografa gli oggetti di valore. Dopo un furto la denuncia è più semplice, e se vengono ritrovati si riconoscono: la Polizia di Stato ha una bacheca online con le foto degli oggetti denunciati e ritrovati.
- Se rientri e trovi la porta aperta, accostata o chiusa dall’interno, non entrare. Dentro potrebbe esserci ancora qualcuno. Allontanati e chiama il 112. Il vademecum della Polizia lo dice senza giri di parole: non fare l’eroe.
Dove ti fermi
La prevenzione è il livello che non si salta. Comprare una porta blindata senza aver fatto il giro vuol dire spendere su una casa che resta la più comoda da scegliere: la finestra del bagno lasciata aperta non la chiude nessuna serratura.
Il livello dopo, AB2, riguarda la casa vuota forzata con attrezzi comuni: porte, finestre, serrature. Secondo il metodo è lì che si ferma la maggior parte delle case. AB3, l’intrusione di notte con voi in casa, riguarda chi ha motivi concreti per pensarci. Oltre AB3 c’è la legittima difesa, che è materia di diritto e di addestramento: su quella questo sito non dà indicazioni.
Sei famiglie su mille in un anno: è un rischio reale, e va preso sul serio. Non è un motivo per vivere in una fortezza. Se hai fatto il giro, sistemato quello che hai trovato e l’hai fatto ricontrollare da chi non vive con te, questo livello l’hai finito.
La scheda, in breve
- Minaccia: il sopralluogo e la scelta della casa più comoda nella via.
- Ipotesi: sei uno degli obiettivi possibili della zona, e la scelta cade sul più conveniente.
- Obiettivo: non essere la casa più conveniente.
- Cosa fare senza spendere:
- il giro di casa, la sera, con gli occhi di chi sceglie;
- chiudere quello che resta aperto o accostato, portone compreso;
- niente chiavi fuori casa;
- quando sei via, far sembrare la casa abitata: posta, luci, niente social;
- non far sapere cosa c’è in casa e quante persone ci vivono;
- conoscere almeno un vicino e scambiarsi i numeri;
- fotografare gli oggetti di valore.
- Requisiti:
- una luce esterna sui punti ciechi, che si accende al movimento e funziona anche senza la corrente di casa;
- luci programmabili nelle stanze che si vedono dalla strada.
- Verifica: rifare il giro con una persona che non vive in casa.
- Dove fermarsi: la prevenzione non si salta. Il livello dopo, AB2, per la maggior parte delle case è anche l’ultimo.
Fonti
- Quante famiglie subiscono un furto in casa, quando e come entrano: ISTAT, “Reati contro la persona e la proprietà: vittime ed eventi. Anno 2022-2023” (9 giugno 2025)
- Social, posta, vicini, luci, porta accostata, bacheca degli oggetti ritrovati: Polizia di Stato, Questura di Pordenone, consigli contro i furti in abitazione
- Porta e portone chiusi, chiavi, interruttore esterno, chi vive in casa e cosa contiene: Polizia di Stato, Questura di Trapani, “Come prevenire i furti in abitazione”
- Porte poco sicure e finestre aperte, luci in più stanze, dispositivi a intervalli, “non fare l’eroe”: Polizia di Stato e Regione Valle d’Aosta, “L’antifurto. Vademecum” (2008)
- Controllo del vicinato, cosa si fa e cosa no: Prefettura di Brescia, protocollo d’intesa per il controllo del vicinato
- Recinzione del cantiere: D.Lgs. 81/2008, art. 109, su Normattiva
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