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Il metodo

Perché questo sito parte dalla fine

Il settore parte dalla catastrofe e ne deduce l'oggetto da venderti. Qui si parte da come vivi e si ricava cosa serve — che quasi sempre è banale, spesso non è un oggetto, e a un certo punto smette di servire.

Una moneta da un euro su un tavolo scuro, in luce radente.
Foto: Victor G / Unsplash

Ho passato parecchie sere a guardare video di gente che apre zaini. Kit di sopravvivenza, equipaggiamento da portare addosso tutti i giorni, preparazione della casa a scenari di ogni tipo. Mi interessa, e non me ne vergogno: è finito per diventare un passatempo.

A un certo punto però mi sono accorto di una cosa. Quei contenuti seguono tutti la stessa direzione, e la direzione è sbagliata.

Il verso in cui si ragiona

Il modo standard è questo: si immagina un evento — un blackout lungo, un terremoto, un collasso — e da lì si deduce cosa comprare. Lo scenario arriva prima. L’oggetto arriva dopo, come conseguenza.

Il problema è che funziona benissimo per chi vende e malissimo per chi deve decidere. Perché uno scenario abbastanza drammatico giustifica qualunque acquisto, e non esiste un punto in cui puoi dire “ok, adesso ho finito”. C’è sempre uno scenario un po’ peggiore, e quindi c’è sempre un oggetto in più.

Io faccio un altro mestiere, e nel mio si ragiona al contrario.

Lavoro nel controllo di progetto su grandi opere infrastrutturali: analisi del rischio, controllo dei costi, capitolati tecnici. Quando devo decidere se una misura di sicurezza sta in piedi non parto dal disastro. Parto da cosa succede davvero in quel cantiere, quante volte all’anno succede, e quanto costa quando succede. Poi scrivo un requisito: cosa deve fare la soluzione perché vada bene. E scrivo anche fin dove ha senso spingersi, perché quello è il campo che fa la differenza tra una specifica e una lista dei desideri.

Questo sito è quel metodo, applicato a casa mia invece che a un viadotto.

C’è anche una cosa che davo per scontata. Dall’autunno 2017 all’estate 2020 ho vissuto con mia moglie in un villaggio rurale dell’Isaan, nel nord-est della Thailandia, su un terreno senza allaccio alla rete elettrica e senza gas. Abbiamo trasformato una risaia senza nemmeno una strada d’accesso in un posto che ha ospitato decine di persone: ripari in bambù e terra-paglia, orti, animali, due laghetti che abbiamo scavato, compost toilet e docce naturali. Per cucinare si accendeva il fuoco.

Lì ho visto il principio di questo sito funzionare prima ancora di formularlo. Con i volontari che venivano a darci una mano facevamo spesso lo stesso esercizio: ognuno scriveva le priorità per vivere lì. All’inizio quasi tutti mettevano le stesse cose: corrente, acqua corrente, bagni. Rifacendo la lista dopo qualche giorno, le priorità erano cambiate completamente. Quello che pensi ti serva prima di viverla non coincide con quello che ti serve davvero. È il motivo per cui qui si parte da come vivi, e non da una lista.

Cosa succede quando lo applichi a una persona vera

L’ho provato su di me, e il risultato mi ha sorpreso.

Nel mio kit quotidiano, quello che porto davvero, ci sono: antistaminici, antidiarroici, la terapia respiratoria, salviettine disinfettanti per i mezzi pubblici, monetine per il carrello e per i bagni, una pinzetta per le zecche perché porto il cane sui prati, una riserva di carica per i viaggi, un panno per gli occhiali.

Non c’è un solo oggetto tattico. Non un coltello, non una torcia da combattimento, non un gadget. Sono cose banali, che costano pochissimo, e che uso più volte al mese.

È l’esatto opposto di quello che qualunque lista di equipaggiamento italiana ti restituirebbe. Ed è il motivo per cui credo che il metodo funzioni: perché lo puoi verificare tu, da solo, in tre settimane di vita normale. Ti accorgi che quella cosa lì ti è servita davvero, oppure che non ti è servita mai. Nessun kit da fine del mondo può darti quella prova, perché la sua prova non arriva mai.

E c’è una conseguenza che rende inutile ogni lista fatta da altri: due persone con abitudini simili hanno bisogni completamente diversi. Se vivi su due sedi, se hai un cane, se hai figli piccoli, se ti sposti in auto o in metropolitana, se hai una terapia da prendere ogni giorno — cambiano le cose che ti succedono, quindi cambia tutto il resto. Non serve una lista. Serve un modo per ricavare la tua.

Fin dove ha senso prepararsi

Qui sta il pezzo che nel resto del settore non trovi, e secondo me è il più importante.

Ogni situazione è divisa in quattro livelli. Ma un livello non è un grado di attrezzatura, e non è quanto sei disposto a spendere. Un livello è un’ipotesi su come va il mondo quel giorno.

  • Prevenzione — l’ipotesi è che tu sia il bersaglio più facile a disposizione. Quasi tutto quello che serve a questo livello non si compra.
  • Evento comune — l’ipotesi è che l’aiuto esterno arrivi in tempi normali. Chiami, e qualcuno viene.
  • Evento aggravato — l’ipotesi è che i soccorsi siano in ritardo o sovraccarichi. Succede, ed è documentato.
  • Evento degradato — l’ipotesi è che per un periodo definito non arrivi nessuno, in una zona circoscritta, mentre il resto del paese funziona.

Leggi l’ipotesi e decidi se per te regge. Se non regge, ti fermi lì. Non c’è nessun livello successivo che devi raggiungere, e nessuno ti dirà che sei impreparato.

Sopra il quarto livello non c’è niente, e non per pudore. Il collasso generalizzato non ha un’ipotesi che puoi verificare: se non funziona più nulla, nessuna dotazione è sufficiente e qualsiasi cifra è giustificabile. Metterlo nella scala non aggiungerebbe una riga utile — renderebbe indifendibili tutte le righe sopra. Quindi resta fuori.

Cosa non troverai qui

Preferisco dirlo subito, perché è il modo più veloce per capire se questo posto ti serve.

Nessuna prova finta. Non ho provato la maggior parte dell’attrezzatura di cui si parla, e fingere il contrario sarebbe l’unico errore da cui non si torna indietro. Parto dai requisiti: cosa deve saper fare un oggetto perché vada bene, e come fai a verificarlo prima di averne bisogno. Quando valuto un prodotto, dico su cosa mi baso (schede tecniche, prove di laboratori indipendenti) e che non l’ho provato io. Il mercato propone, la specifica seleziona.

Bosco e montagna scritti da me. Ho vissuto anni senza allaccio alla rete, ma in campagna, vicino a un villaggio e in un clima tropicale: non ho esperienza di montagna né di escursioni in autonomia. Chi ce l’ha se ne accorgerebbe dopo tre righe, e avrebbe ragione. Bosco, montagna e mare entreranno qui solo con la firma di chi quell’esperienza ce l’ha.

Niente difesa personale. Non troverai indicazioni su come reagire a un’aggressione, né su strumenti pensati per quello. È materia legale e addestrativa — si impara in palestra e si verifica con un avvocato, non si compra. In alcuni punti del metodo la scala si ferma proprio lì, ed è scritto perché.

Niente paura. Non userò mai uno scenario drammatico per convincerti a comprare qualcosa. È la tecnica di vendita più diffusa del settore ed è anche la ragione per cui il settore, a molte persone normali, fa venire voglia di scappare.

Niente sponsorizzazioni, niente campioni omaggio. Se un giorno ci fosse un collegamento commerciale da qualche parte, sarebbe dichiarato in modo che tu non debba cercarlo.

Come funziona

Si parte dalla casa, che è la parte in cui la mia competenza vale di più e in cui la preparazione costa di meno. Per la casa qui trovi due cose.

La prima è un calcolatore. Rispondi a qualche domanda su com’è fatta casa tua e su chi ci vive: come arriva l’acqua, come ti scaldi, come cucini, se qualcuno ha una terapia. In cambio ricevi un documento che dice cosa si spegne in casa tua quando manca la corrente per qualche giorno, cosa puoi fare senza spendere, dove ti puoi fermare e, per ultima, la lista di quello che serve, con le quantità per la tua famiglia. Il calcolo avviene sul tuo dispositivo: quello che dichiari non arriva a me né a nessun altro.

La seconda sono le schede, una per situazione e livello. Le prime riguardano la casa. Poi arriveranno la vita di tutti i giorni in città, l’automobile e i viaggi, e un calcolatore anche per la routine quotidiana.

Ogni scheda ha la stessa struttura: qual è la minaccia concreta — non “intrusione” ma il caso specifico — cosa deve ottenere la risposta, cosa puoi fare che non costa niente, quali requisiti deve avere l’eventuale attrezzatura, come verifichi che funzioni prima di averne bisogno, e soprattutto perché a un certo punto ti conviene smettere.

Ti anticipo una cosa che scoprirai leggendo: in alcune di queste situazioni la risposta corretta non prevede l’acquisto di nulla. Zero. Quando succede lo scriverò a chiare lettere, perché la prima volta che uno legge una scheda che non gli chiede di comprare niente pensa che manchi un pezzo.

Non manca niente. È il risultato.

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